 |  | INFORMAZIONI PRATICHE SULL'IMU In questi ultimi tempi abbiamo molto sentito parlare dell' IMU, che con la nuova manovra finanziaria è andata a sostituirsi all' ICI. L'art. 13 del D.L. 6 dicembre 2011, ha introdotto infatti, a decorrere dall'anno 2012 e fino al 2014, l'imposta municipale propria, che sostituisce sia l'ICI che l'Irpef e le relative addizionali sui redditi fondiari degli immobili.
L'IMU, in vigore dal primo gennaio 2012, ha per presupposto il possesso di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli, siti nel territorio dello Stato, a qualsiasi uso destinati.
Tra i fabbricati sono compresi anche l'abitazione principale e le pertinenze della stessa quali quelle classificate nelle categorie C/2 (cantine), C/6 (autorimesse) e C/7 (tettoie).
La base imponibile dell'imposta municipale è costituita dal valore ottenuto applicando all'ammontare delle rendite catastali, rivalutate del 5 %, diversi moltiplicatori. Per i fabbricati classificati nel gruppo catastale A (abitazioni) e nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, con esclusione della categoria catastale A/ 10 (uffici) il moltiplicatore da utilizzare sarà per esempio 160.
Rimangono invece invariati i moltiplicatori applicabili per gli acquisti di immobili ai fini delle imposte di registro, ipotecaria e catastale, di successione e donazione.
L'aliquota applicabile è determinata come segue:
l'aliquota di base è pari allo 0,76 per cento.
l'aliquota è ridotta allo 0,4 per cento per l'abitazione principale e per le relative pertinenze (salve le detrazioni previste dalla legge).
Il titolare della propria casa di abitazione beneficia di una detrazione fissa di euro 200,00 e di euro 50,00 per ciascun figlio convivente (fino a 26 anni d'età) che compone la famiglia (sino ad un massimo di euro 400,00).
Gli immobili sottoposti al vincolo delle "Belle Arti", sono parificati ai fini IMU agli immobili non vincolati, pertanto la base imponibile sarà calcolata sulla base della loro rendita catastale.
L'IMU deve essere corrisposta in due rate di uguale importo: l'acconto, relativo al primo semestre tra il 1° e il 16 giugno; il saldo, relativo al secondo semestre, tra il 1° e il 16 dicembre.
Nel caso di acquisto di un nuovo immobile se l'acquisto dell'immobile avviene entro il giorno 15 l'intero mese sarà a carico della parte acquirente, se avviene dal giorno 16 resterà a carico della parte venditrice.
Il versamento dell'imposta è effettuato a mezzo del modello F24. Le attività di accertamento e riscossione dell'imposta erariale sono svolte dal Comune in cui è sito l'immo |
 |  | LEGENDA CERTIFICAZIONE ENERGETICA L'obiettivo principale di qualsiasi certificazione energetica è quello di evidenziare il "comportamento energetico" dell'edificio; attraverso il raggiungimento di questo primo obiettivo è possibile raggiungerne un secondo di più elevato valore che è il risparmio energetico relativamente al parco edilizio nazionale in quanto si pensa che il mercato edilizio si sposterà sempre più verso edifici a basso consumo energetico. Questa consequenzialità di obiettivi è sicuramente raggiungibile dagli edifici di nuova costruzione mentre per gli edifici esistenti potrebbe necessitare di più tempo.
Per poter classificare gli edifici è necessario elaborare i vari consumi per riportarli all'unità di metro quadro o metro cubo dell'edificio stesso ottenendo un indice di prestazione energetica dell'edificio indicato in genere con la sigla EP; questo è necessario in quanto edifici più grandi necessariamente consumano di più degli edifici più piccoli. In sostanza I'EP non è altro che il consumo dell'edificio rapportato alla superficie riscaldata. Un ACE è il risultato di una simulazione su un anno di "funzionamento" dell'edificio da certificare e dà come risultato (più o meno implicito) il consumo di energia annuo dell'edificio; questo consumo è tipicamente misurato in kWh. Per rendere più familiari questi kWh e poterli leggere con più dimestichezza si può dire, con buona approssimazione, che bruciando un metro cubo di metano o un litro di gasolio otteniamo 10 kWh. Quindi, se il nostro ACE dice che per il riscaldamento invernale dell'edificio sono necessari 12000 kWh all'anno possiamo subito calcolare che saranno necessari 12000/10=1200 metri cubi di gas metano o litri di gasolio all'anno. Si potrà così facilmente ottenere in linea orientativa la spesa per il riscaldamento, fornendo così anche un ulteriore strumento per acquistare in maniera consapevole il proprio immobile. Non sempre chi spende meno fa quindi il miglior investimento possibile se pensiamo che in linea di massima si tratta di investimenti a medio/lungo termine.
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