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MILANO, IN POCHI CONOSCONO L'EFFICIENZA ENERGETICA
Rete Irene, un pool di imprese lombarde che lavorano per la riqualificazione energetica, ha realizzato un piccolo sondaggio su un campione di 956 cittadini milanesi di età compresa tra i 24 e i 65 anni. L’indagine ha riguardato la loro conoscenza della classe energetica delle loro case, nonché dei piccoli espedienti per poter risparmiare sulla bolletta. Quello che ne è venuto fuori è che le persone sanno davvero troppo poco di questi temi. In termini di percentuale, il 54% di chi ha risposto all’intervista non ha saputo quantificare nemmeno la spesa che attualmente sostiene per pagare il riscaldamento di casa. E oltre il 70% non ha idea di quale sia la classe energetica della sua abitazione. Un dato preoccupante, soprattutto se si pensa che molti hanno risposto che un immobile di classe A è un immobile di lusso. E gli scivoloni non sono mancati…qualcuno ha risposto che l’Ecobonus, l’incentivo statale concesso a chi apporta miglioramenti energetici alla propria casa, sia un bonus dato a chi si sposta con i mezzi pubblici. L’informazione quindi è davvero scarsa ed è un problema enorme se consideriamo quanto ormai siano di fondamentale importanza temi come la riduzione di emissioni e soprattutto il risparmio sulle bollette in questo clima di crisi. Eppure nelle abitazioni milanesi il clima in senso letterale non sembra subire le strette di cinghia a cui gli italiani si stanno costringendo: soltanto un quarto delle case ha la temperatura impostata sotto i 20 gradi e la media è di 22 gradi. Addirittura nel 9% delle abitazioni il termometro non scende mai sotto i 25 gradi. Di conseguenza gli intervistati non conoscono nemmeno quali sono gli espedienti per poter risparmiare e alla domanda se fossero disposti a pagare qualcosa per migliorare l’efficienza energetica delle loro case, solo un quarto ha risposto di poter spendere tra i mille e i cinquemila euro come forma di investimento per il futuro. (http://news.immobiliare.it/milano-in-pochi-conoscono-l%e2%80%99efficienza-energetica-17077)
IL MERCATO EUROPEO DELLA CASA VERSO LA RIPRESA
Il mercato della casa in Europa si avvia lentamente verso la ripresa e i prezzi delle abitazioni in numerosi Paesi europei cominceranno a stabilizzarsi. Sono queste, in sintesi, le previsioni di Standard & Poor's nell'ultimo Rapporto sul mercato abitativo appena reso noto. Solo ieri i dati Eurostat sul mercato immobiliare residenziale del Vecchio continente certificavano un risveglio dovuto al lieve miglioramento della situazione economica generale. Il report Standard & Poor's precisa però che sono lontani dalla ripresa i mercati più toccati dalla depressione come Spagna e Paesi Bassi. Nel quadro generale emerge un miglioramento di attese per l'Italia. L'agenzia di rating ritiene che nel nostro Paese i prezzi delle case continueranno a scendere nel 2014 ma solo dell'1% (dopo i cali del 5% nel 2013 e del 5,2% del 2012), una previsione migliore del -2% atteso in precedenza per l'anno in corso. Solo nel 2015 si potrà parlare di ripresa con un rialzo delle quotazioni che si concretizzerà in un +1%. La ripresa più consistente si sta verificando oggi in Gran Bretagna. In primis a Londra dove i prezzi sono sotto pressione tanto da accendere qualche timore dello scoppio di una bolla del mattone, dicono operatori di mercato. Nel Paese, dove si sta assistendo a una sensibile crescita del mercato grazie agli incentivi del Governo e ai bassi tassi di interesse, i prezzi nominali delle abitazioni sono cresciuti del 4% nel 2013 e cresceranno del 5% all'anno nel 2014 e nel 2015. In Germania i valori delle abitazioni secondo S&P "fluttueranno coerentemente con l'andamento di questa economia migliore della media europea". In Spagna, spiega il rapporto, dove i prezzi hanno subito il maggiore crollo, la discesa rallenterà quest'anno grazie a migliori condizioni economiche e al ritorno degli investitori internazionali: le previsioni indicano un calo del 2% nel 2014 dopo uno previsto per il 2013 del 5%. Eurostat registrava, invece, una ripresa dei prezzi dello 0,8% nel terzo trimestre 2013 sui tre mesi precedenti. In Francia il mercato scenderà ancora quest'anno del 3%, ma nel 2015 crescerà del 2%. (http://www.casa24.ilsole24ore.com/art/mercato-immobiliare/2014-01-22/mercato-europeo-casa-ripresa-134410.php?uuid=AbVWw6HJ)
MINI IMU PRIMA CASA: CHI DOVRA' PAGARLA
Scadenza mini IMU 2014 al traguardo il prossimo 24 gennaio. Ma chi paga e chi no l’imposta che è prevista solo per quest’anno? Mini IMU 2014: scadenza vicina Per ciò che riguarda la mini IMU, sono chiamati alla cassa tutti i proprietari di abitazioni principali situate nei Comuni che hanno applicato nel 2013 un’aliquota superiore allo 0,4% stabilito per legge. L’importo da versare è pari al 40% della differenza tra l’Imu annua calcolata con le regole comunali (aliquote e detrazioni) e quella risultante dalle norme statali. Un totale di 2.401 Comuni, da Torino a Milano, da Roma a Bologna, chiamano alla cassa per il pagamento della mini IMU entro venerdì 24 gennaio 2014. Mini IMU: chi sono i soggetti chiamati alla cassa? Nella maggioranza dei casi si tratta dei proprietario della prima casa intesa come abitazione principale, in cui il proprietario e la sua famiglia hanno la dimora e la residenza, comprese le pertinenze. Rientrano nel pagamento della mini IMU anche: le case delle cooperative edilizie a proprietà indivisa, comprese le pertinenze, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari; gli alloggi regolarmente assegnati dagli istituti case popolari, comunque denominati; l’ex casa coniugale assegnata al coniuge in seguito a separazione o divorzio; le case non affittate possedute dal personale in servizio permanente delle forze armate, di polizia e dei vigili del fuoco, ma solo per il secondo semestre 2013 (per i primi sei mesi questi immobili dovevano pagare l’Imu come seconda casa); i terreni agricoli, compresi quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali (Iap) iscritti nella previdenza agricola. Chiamati alla cassa per il pagamento della mini IMU anche le case assimilate all’abitazione principale dal Comune nei casi previsti dalla legge: le case non affittate di proprietà di anziani o disabili residenti in istituti di cura e ricovero; le abitazioni non locate degli italiani residenti all’estero iscritti all’Aire; le case concesse in comodato ai parenti di primo grado in linea retta (figli o genitori), ma solo per il secondo semestre 2013, nel senso che anche in questo caso per i primi sei mesi bisognava pagare l’Imu con l’aliquota comunale, eventualmente ridotta fino allo 0,46 per cento. A pagare anche le prime case di lusso. (http://www.investireoggi.it/fisco/mini-imu-2014-ecco-chi-deve-pagare-entro-venerdi/)
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