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 |  | LA PRESENZA ITALIANA SPICCA AL MIPIM Il vecchio luogo comune dell'Italia fanalino di coda non deve esistere più. Perlomeno non nel real estate, il comparto professionale dell'industria immobiliare, un'industria che nel nostro Paese, vale la pena ricordarlo, nel 2013 ha evidenziato un fatturato complessivo di 98,75 miliardi di euro, in discesa del 5,7% rispetto al 2012, contrariamente alle previsioni. Gli operatori del settore sono quest'anno più ottimisti rispetto ai duri anni della crisi e del post-crisi e, nonostante l'Italia non stia risalendo velocemente la china come Francia, Germania e i principali competitor europei, si preparano al Mipim di Cannes con una nuova voglia di riscatto. Che si vede anche nei numeri. In deciso aumento rispetto al 2013 per questa 25a edizione della più grande fiera immobiliare mondiale che apre i battenti l'11 marzo al Palais des Festivals.
Le società italiane già iscritte (ma non mancano mai le iscrizioni dell'ultimo momento) sono in aumento del 9,9% rispetto all'anno scorso, con 178 compagnie contro le 162 del 2013 e l'Italia si piazza così come ottavo Paese al Mipim. Le società espositrici sono invece 81, contro le 72 dell'anno scorso, con un aumento del 12,5% e classificando il nostro Paese in settima posizione. Tra le presenze italiane in ambito istituzionale e territoriale, vanno ricordate l'Ance (si veda anche l'altro articolo in questa pagina), l'Ice (International trade promotion agency), Invest in Tuscany, Arexpo Spa (per l'Expo di Milano), Piemonte agency for investments e, tra le associazioni, Federimmobiliare, Assoimmobiliare e Aspesi. Tra le società private, arrivano con nuovi progetti da sottoporre al pubblico internazionale sia Idea Fimit Sgr Spa, sia Prelios Spa, sia Bnp Real estate am. La presenza italiana spicca al Mipim (forse per la prima volta) per la quantità e ricchezza di eventi e conferenze proposte al pubblico internazionale, tanto che da una ricostruzione a oggi include 24 eventi in tre giorni.
L'evento italiano ufficiale al Mipim è l'Italian Session, all'interno del Palais des festivals (giovedì 13 marzo dalle 11 nella red room, level 3) intitolata «Italian real estate: new supply, new demand», sponsorizzata da Idea Fimit e organizzata, insieme a Reed Midem, dallo Studio legale Chiomenti.
(http://www.casa24.ilsole24ore.com/art/mondo-immobiliare/2014-03-04/italia-gran-spolvero-croisette-081105.php?uuid=AbcNqhRJ)
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 |  | L'EDILIZIA SOSTENIBILE SOSTIENE IL MERCATO Il settore delle costruzioni, travolto dalla crisi, soffre un po' meno grazie all'edilizia sostenibile. Ad evidenziarlo il rapporto dell'osservatorio nazionale del project financing del Cresme. Ecco perché.
Negli ultimi due anni, a causa della crisi e dei tagli alla spesa pubblica, il mercato delle opere pubbliche - in particolare - ha subito un vero e proprio crollo. Ma nel 2013 il segno meno che ha contraddistinto il mercato delle grandi infrastrutture è stato accompagnato da una crescita della domanda di interventi di importo medio-grande, trainato da interventi di riqualificazione urbana. In tale fascia rientrano il maggior numero di iniziative di partenariato pubblico privato di riferimento per l'edilizia sostenibile.
Sono stati registrati tassi di crescita degli importi in gara del 10% per l'intero mercato e superiori al 30% per le sole operazioni di partenariato pubblico privato. Nel dettaglio, nell'ambito dell'edilizia sostenibile, tra il 2002 e il 2013 sono state censite 149mila gare per l'affidamento di interventi di nuova costruzione o di rinnovo di edifici residenziali e non residenziali, per un importo di circa 131 miliardi.
Lo sviluppo sostenibile e la tutela dell'ambiente, capaci di attirare investimenti e creare occupazione, si sono rivelati importantissimi nel mercato delle opere pubbliche, che sta affrontando una profonda crisi. A registrare una pesante flessione è stato tanto il mercato delle opere pubbliche, quanto quello del partenariato pubblico privato. a pesare soprattutto le difficoltà di accesso al credito.
(http://www.idealista.it/news/archivio/2014/02/10/0106145-ledilizia-sostenibile-da-ossigeno-settore-delle-costruzioni-piegato-dalla-crisi) |
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 |  | ANALISI DEL MERCATO IN ITALIA La media nazionale di calo dei prezzi di vendita degli appartamenti è stata del 6,6% alla fine del 2013 (periodo gennaio-dicembre).
Immobiliare.it ha calcolato che in Italia per un appartamento vengono chiesti mediamente 2.270 euro al metro quadro (prezzo ponderato). Questo il dato medio della Nazione, ma è chiaro che da una area all’altra, da una città all’altra le differenze ci sono e si sono rivelate consistenti. Il calo maggiore dei prezzi di vendita, infatti, si è registrato in misura maggiore al Sud Italia e nelle città più grandi che superano i 250.000 abitanti.
Le differenze tra le aree del Paese si fanno evidenti quando vogliamo lo sguardo alle cifre dei prezzi di vendita: a Nord si chiedono mediamente 2.273 euro al metro quadro, al Centro se ne richiedono 2.718, al Sud soltanto 1.941.
Come anticipato, a soffrire maggiormente risultano essere le città più grandi: qui infatti il calo dei prezzi degli appartamenti in vendita è stato del 7,6% e adesso la media è di 2.965 euro al metro quadro. Nelle città più piccole, quelle che contano meno di 250.000 abitanti, la situazione è opposta e la media del calo prezzi si è fermata al 5,6%, al di sotto di un punto percentuale di quella nazionale, con una richiesta media di 1.910 euro al metro quadro.
In una situazione critica per il mercato, al calo dei prezzi corrisponde un aumento dell’offerta. E questo vale sia per gli immobili messi in vendita che per quelli dati in locazione. Le due parti dell’offerta immobiliare hanno subito una crescita rispettivamente del 4,2% e del 3%.
il Crif ha rilevato che da luglio dello scorso anno sono timidamente aumentate le richieste di mutuo rispetto al 2012: per questo si può dire che la ripresa ha cominciato a muovere i suoi primi piccoli passi.
(http://news.immobiliare.it/focus-ii-semestre-2013-sul-mercato-degli-immobili-residenziali-17246) |
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